Il packaging e confezionamento del mailing
23.9.2020

Un mailing può essere composto da molteplici parti: busta, depliant, cartolina, lettera, ecc. A seconda della lavorazione si possono avere differenti fasi nel confezionamento di un mailing.


Questi i vari macchinari utilizzati:
- taglierine e strapperine;
- piegatrici;
- etichettatrici;
- imbustatrici;
- cellophanatrici;
- legatrici.


Fase 1. Taglierine e strapperine
Queste macchine vengono utilizzate per il modulo continuo. Infatti, perché la carta possa andare nella piegatrice, deve essere a fogli separati e non su bobina. È necessario così che il modulo continuo sia tagliato nel formato desiderato e da esso vengano eliminati i punching (bande laterali di trascinamento).
La strapperina, così come dice il nome, strappa lungo le perforazioni trasversali del modulo continuo, grazie ad un sistema di rulli che viaggiano a velocità differente. Il costo della strapperina, rispetto alla taglierina, è indubbiamente ridotto, ma il risultato finale non è esteticamente molto bello.
La taglierina, viceversa, definisce e rifila tutti i bordi del modulo continuo e permette di avere il formato della grandezza desiderata in cm. Infatti, essendo l'unità di misura dei moduli il pollice, si tende a fare il modulo un po' più grande e poi a tagliare l'eccedente con la taglierina per creare il foglio delle dimensioni in cm. richieste (la taglierina del resto lavora in sesti e ottavi di pollice).
La larghezza del modulo dopo il rifilo dei margini può variare da un minimo di 70 mm. ad un massimo di 470 mm. La larghezza dei margini da rifilare varia da un minimo di 10 mm. ad un massimo di 25 mm. In fine la larghezza dei tagli centrali non può essere inferiore ai 5 mm. ed il rifilo della zigrinatura trasversale è generalmente pari ad un sesto di pollice.


Fase 2. Piegatrici

Le piegatrici possono fare molteplici tipologie di pieghe sui fogli singoli, grazie al fatto che molte sono modulari, ovvero si possono spostare e girare le varie stazioni (una per ogni piega), in modo tale da poter fare più tipi di pieghe differenti.
Il foglio entra in un sistema di alimentazione e poi scorre in apposite tasche, all'interno delle quali è posto un punto di battuta, dove il foglio si piega.
Successivamente alcuni rulli tirano via il foglio dalla prima tasca e lo portano in altre tasche o all'uscita, a seconda della piega che si vuole fare.
Occorre tener conto di alcune avvertenze e determinati limiti:
a. pur potendo, grazie ala modularità della macchina, ottenere varie pieghe consecutive di volta in volta differenti, le pieghe sono sempre perpendicolari l’una all'altra.
b. I tipi di pieghe ottenibili sono numerosi e non c'è uno standard per definirli. Possono essere pieghe cinesi, avvolte, a fisarmonica, a finestra, a zeta, ecc. L'importante, per non creare confusione, è stabilire il numero di facciate che si determinano con una piega (quartino, sestino, ottavino...) e stabilirne l'ordine.
c Durante la fase di piega bisogna ricordarsi che è preferibile avere un dorsino per potere effettuare l'imbustazione automatica. Per questo motivo, ad esempio, le pieghe a zeta sono consigliate, in quanto, non avendo il dorsino, non possono essere imbustate in automatico,
d. Nella piega deve essere sempre previsto uno "sfogo", cioè uno spazio in cui c'è la piega e non rovina l'immagine. e. Se il numero delle pieghe è molto elevato la lavorazione incontrerà molte più difficoltà.

f. Si può piegare il materiale già piegato, ma con scarsa qualità.

Infine, un'ultima annotazione riguarda la possibilità di incollare più fogli già durante la fase di piega. Esiste difatti un dispositivo piega-incolla ("a filo colla") dove viene inserito una sorta di pennarello a colla nella piegatrice (con delle apposite scanalature tra i rulli in modo tale che la colla non attacchi tutto) che incolla le varie parti di un foglio, separate poi all'uscita da una taglierina. Occorre notare che lo stesso risultato si ottiene con le macchine applicatoci di punti metallici sul dorso delle segnature. Il procedimento più economico è senz'altro quello a "filo colla"; tuttavia l'interruzione della macchina piegatrice e la predisposizione per questo tipo di lavorazione rende quasi uguale l'economicità dei due procedimenti.

 

Fase 3. Etichettatrici Le macchine etichettatrici rappresentano il modo più economico per indirizzare un messaggio. Il punto di partenza è dato dal tabulato con gli indirizzi stampati. Da questo si tagliano le etichette e le si incollano sul mailing o si inseriscono nel cellophan. Queste macchine hanno dei seri limiti, rappresentati da standard da rispettare (ad esempio 4 misure fisse per gli indirizzi). Inoltre, la qualità non è la migliore. Se non fosse per l'elevata competitività a livello di costo, questa tecnologia sarebbe ormai ampiamente superata dall'avvento delle ink-jet, che hanno ottimi livelli di qualità e permettono di stampare direttamente sui materiali da spedire.

 

Fase 4. Imbustazione

L’imbustazione può essere manuale, automatica o intelligente e selettiva. L’imbustazione manuale è evidentemente più lenta e costosa, ma viene fatta quando l'imbustazione automatica è impossibile oppure per quantitativi ridotti. L'imbustazione automatica avviene con macchine imbustatrici che lavorano per sovrapposizione dei pezzi, ovverosia vengono prima sovrapposti tutti i pezzi e quindi imbustati insieme. Il pezzo con l'indirizzo è sempre il primo, successivamente è bene porre i pezzi più piccoli e per ultimo un pezzo grande, in modo tale che si faccia l'effetto "panino" ed i pezzi piccoli non scappino via. Queste macchine possono avere da 2 a 18 stazioni, anche se in Italia la più grande ne ha 12. Perché possa avvenire l'imbustazione automatica si deve tener conto di numerosi fattori, tra i quali i più importanti sono:

- Busta

- Inserti

 

BUSTA

Innanzitutto il formato che può essere utilizzato è quello americano (formato quadro) cioè quello con una pattella a taglio quadrato non a punta. L'imbustatrice aprirà la pattella solo dal lato più lungo e di conseguenza le buste a sacchetto o a bolle si possono imbustare solo a mano. Ancora, la pattella deve essere necessariamente chiusa. Infine occorre tenere in considerazione le caratteristiche dei materiali utilizzati: ad esempio, la finestra deve essere incollata perfettamente, il punto colla non deve creare problemi al momento di apertura della pattella e così via.

 

INSERTI

La prima valutazione da fare concerne la presenza o meno di un dorsino per ogni tipo di inserto. La macchina imbustatrice lavora infatti con delle ventose e con delle pinze che prendono gli inserti e li imbustano. Se un dorsino non è presente, la macchina preleva l'inserto che però si apre e rischia di fare inceppare il processo. Di conseguenza, la presenza di un dorsino è sempre fortemente auspicabile, pena il rischio di dover imbustare a mano o trovare ingegnosi escamotage. Qualora vi sia da imbustare un depliant ad album (con dorso sul lato corto), si può dotare la macchina imbustatrice di un dispositivo con una ventosa che fa presa sul bordo del dorso, e di "un’unghietta" che separa ogni segnatura presa da quella successiva. Questo accorgimento, per motivi di spazio, è possibile soltanto nelle prime due postazioni dell'imbustatrice. Un'altra considerazione da fare riguarda lo spessore e la dimensione degli inserti in rapporto alla busta. Lo spessore massimo dei pezzi da imbustare in automatico è di 8 mm. (anche se con la macchina Master, utilizzata per imbustare automaticamente l'Uni, si riesce ad introdurre materiale più spesso). Chiaramente, se gli inserti da introdurre sono molto spessi, la tolleranza della busta deve aumentare. In generale la tolleranza nell'apertura della pattella non deve essere inferiore a 5 mm e ai lati della busta non inferiore ai 15 mm.


Occorre però fare molta attenzione, perché se il foglio contenente l'indirizzo (nel caso di una busta con finestra), per rispettare la tolleranza, è eccessivamente piccolo, l'indirizzo può scivolare via dalla finestra.

 

L'imbustazione intelligente e/o selettiva è un tipo particolare di imbustazione automatica. Perché possa avvenire vengono posti sulla lettera personalizzata e sulla busta (o sul punching) su cui è stampato l'indirizzo con l'ink-jet dei codici di riconoscimento. La busta ed i documenti viaggiano sempre in parallelo ed un lettore ottico si assicura che il codice della lettera sia il medesimo rispetto a quello della busta. Questo metodo permette la veicolazione di mailing personalizzati anche sulla busta, ma ha per ora il grande limite di permettere la comparazione solo per due pezzi. Inoltre, i codici devono essere stampati solo nei punti in cui la macchina può leggerli. Spesso sono molto evidenti e quindi non particolarmente gradevoli alla vista. Per quanto riguarda il sistema selettivo, alcune macchine possono imbustare inserti in modo variabile all’interno di un’unica sequenza. Di solito il numero max di inserti gestibili in modo varibile è di 8.

 

Fase 5. Cellophanatrici La cellophanatura può essere termoretratta o a freddo. La prima è utilizzata soprattutto per le riviste e avviene in forno a 200 gradi: il cellophan si restringe, comprimendo il prodotto interno.

Esiste una suddivisione tra:

 

MACCHINE ANGOLARI (500 pezzi ora) Viene inserito il materiale in mezzo ad un lungo foglio di cellophan piegato in due nel senso della lunghezza; manualmente si appoggia sul foglio una lama tagliando ad "elle" e saldando il tutto. La qualità del prodotto è buona perché non ci sono sovrapposizioni di film; tuttavia il procedimento è abbastanza caro perché avviene in modo manuale.

 

MACCHINE AUTOMATICHE (2.000 pezzi ora) Il materiale da cellophanare è avvolto da un film che viene sovrapposto e saldato sul lato superiore. Le due parti laterali vengono tagliate e saldate con apposite lame. Il procedimento è adottato per piccole quantità, per materiali diversi l'uno dall'altro e per altezze di14 cm. al massimo.

 

MACCHINE A FARDELLO (1.000/1.200 pezzi ora) Vengono utilizzate queste macchine quando si hanno stock di dimensioni particolari (specialmente per prodotti molto alti), per i quali non si possono usare le altre macchine. Il prodotto viene avvolto da un film e fatto scorrere tra due bobine che consentono di utilizzare il giusto quantitativo di film, senza tarare ogni volta la macchina. Solitamente le confezioni non vengono chiuse lateralmente, ma il notevole spessore del film (80/100 micron) le rende sufficientemente robuste.

 

Le cellophanatrici funzionano con un principio simile alle imbustatrici: tutto il materiale viene assemblato e quindi adagiato sulla pellicola che viene chiusa, tagliata e saldata. Queste macchine chiaramente hanno l'indubbio plus di poter alimentare e confezionare oggettistiche. Il costo per cellophanare è ridotto, anche se l'immagine del prodotto può apparire a volte molto "commerciale". Per quanto riguarda l'inserimento dell'indirizzo, vi sono 4 possibilità:

1. cellophanare a colori e creare l'effetto di una busta con finestra (metodo poco usato);

2. stampa diretta su cellophan con ink-jet dell'indirizzo (poco usata per bassa qualità e per costi elevati);

3. inserimento dell'etichetta tagliata e stampata ad impatto; etichetta auto-adesiva esterna .

 

Occorre ricordare che non necessariamente il mailing deve subire tutti questi passaggi, o anche solo uno di questi, per poter essere spedito. Ci sono infatti macchine che, da bobina su modulo continuo, fanno tutti i passaggi, stampano, tagliano, personalizzano in modo tale da fare uscire il prodotto finito, spesso addirittura già imbustato (con una busta da modulo), anche se la produzione deve essere come minimo di 100.000 pezzi. I materiali solitamente utilizzati per cellophanare sono: PVC , POLIPROPILENE (più costoso) POLITENE (più economico).