Il proximity marketing
12.7.2020

Con l’avvento delle nuove tecnologie “mobile”, nell’ultimo biennio si è sentito sempre di più parlare di Proximity Marketing. Una nuova tecnica di marketing che sta riscuotendo consensi e si sta affinando per essere pronta alla sua definitiva consacrazione.

 

Non ci sono definizioni specifiche per identificarla ma si tratta di un nuovo modo di comunicare che utilizza strumenti specifici, posti nelle immediate vicinanze del mittente, in grado di veicolare informazioni e stabilire un contatto con i consumatori.

La prima puntualizzazione che gli specialisti del settore ribadiscono con forza è che il Proximity Marketing non deve essere connotato esclusivamente attraverso le tecnologie bluetooth, infatti i mezzi di comunicazione utilizzati da questa tecnica di marketing possono essere anche altri e molto meno tecnologici.

 

Il termine è nuovo e molto markettaro ma questa tecnica esiste da molto tempo; quante volte passeggiando per le vie del centro avete notato sul marciapiede qualche cavalletto con inviti ad entrare nel negozio o ad usufruire di particolari offerte? O ancora, vi siete mai imbattuti in simpatici e sorridenti manichini vestiti da cuoco con in mano un succulento menù? Di questi esempi ce ne sono a centinaia e sono da considerarsi, come anticipato prima, come strumenti specifici, posti nelle vicinanze del punto vendita, in grado di attirare l’attenzione e comunicare qualcosa.

 

Va comunque detto che questi “antenati” appena menzionati non garantiscono interattività mentre il Proximity Marketing, attraverso le nuove tecnologie di interscambio di informazioni, gioca in maniera molto più evoluta.

 

Il bluetooth è sicuramente il sistema più interessante del momento ma non il più utilizzato: i totem interattivi ed i touch screen sono ancora in auge.

 

Per i meno tech oriented, il bluetooth è uno standard di comunicazione fra apparecchiature elettroniche (cellulari e laptop) che utilizza un protocollo specifico per l’invio e la ricezione di dati. Oggi la maggior parte dei cellulari e dei PC portatili e dotata di serie di questa tecnologia pertanto il gap tecnologico si è ridotto notevolmente. E’ necessario dunque dotare la zona interessata di un dispositivo per la trasmissione, anche se questa purtroppo incontra ancora dei limiti di copertura e qualità del segnale; difficile ipotizzare una diramazione superiore ai 20 metri. Per oltrepassare questo limite sono necessari telefonini di ultima generazione, meglio se di tipo smartphone ma più che altro un’utenza capace di comprendere questa tecnologia e di impostare correttamente le proprie riceventi. Su quest’ultimo punto il livello è scarso.

 

L’elenco dei punti di forza è lungo: gratuito, multimediale (supporta file anche file immagini e musicali), innovativo, non intrusivo (la visione del messaggio richiede comunque l’accettazione da parte del ricevente) ed è ideale per comunicare in spazi come le fiere, villaggi turistici, discoteche, centri commerciali e altre zone con alto traffico “in prossimità del punto vendita”.

 

Possiamo dunque concludere che ogni forma di comunicazione nei pressi, o anche all’interno, del punto vendita, fatta in modo creativo, innovativo e soprattutto interattivo, possa rientrare nella nuova sfera del Proximity Marketing. Il bluetooth marketing è un esempio di tecnica applicabile ma siamo pronti a vedere tante altre idee bizzarre e coinvolgenti da catalogare come esempi in questo senso. Immaginate: state passeggiando in centro città e di fronte a voi appare un ologramma, una figura virtuale che indossa un abito meraviglioso, dotata di sintesi vocale, in grado di interagire con voi e che vi invita ad entrare per provarlo.